Adiabatic Invariants – Hybrid Kit and Pure Data o dell’impermanenza del suono

(di Carmine Pongelli)

Adiabatic Invariants' Esperienza strana e affascinante questa dell’ascolto di HKPD – Hybrid Kit and Pure Data – disco di musica elettroacustica (definizione che abbraccia solo parte di questo complesso lavoro) di un duo formato da Luca Gazzi e Marco Matteo Markidis: rispettivamente percussionista e live electronics guru.

Di primo acchito la sensazione è ostracismo: quello tipo del preconcetto “incomunicatività di certe avanguardie”.
Poi si coglie, o si crede di cogliere, un suono che rimanda alla sintesi granulare; sintesi nata dagli esperimenti con nastri magnetici fatti da Iannis Xenakis: architetto, ingegnere e compositore greco.

Così si va a leggere l’informativa stampa a corredo del disco e si trova citato il suddetto padre della musica generata dalla matematica. Sinapsi e neuroni cominciano a lavorare: si aprono sentieri, si colgono lampi di luce conosciuta; e ci si mette comodi e ci si lascia accompagnare nel continuo cangiamento dell’orizzonte sonoro degli Adiabatic Invariants.

Particolare è la lingua delle percussioni di Luca Gazzi: timbri familiari per frasi aliene, le quali a volte giocano a rimpiattino con i loro stessi suoni, suoni ricampionati e processati da Marco Matteo Markidis di cui regna l’originalità dell’inascoltato, grazie all’artificio della manipolazione elettronica.
Musica elettronica fredda se presa a sé, ma emotivamente significante in questo connubio con la primitività del suono concreto delle percussioni.

L’umanità sottesa direttamente svelata dalle voci campionate che compaiono tra una curvatura dello spazio sonoro e l’altra, un vociare indistinto giocato ad un certo punto come fosse un continuo tuning radiofonico alla ricerca di un equilibrio che invece sfocia nel nulla, metafora del caos.

La chiosa del disco è struggente e lascia pensare.

Non so cosa significhino le parole campionate dalla voce di una donna slava, presumibilmente russa.

Agnostico, lascio che il pensiero vada spontaneamente ad un libro di cui lessi le impressioni, i sentimenti di quelle persone che hanno toccato l’ignoto, il mistero.

(Preghiera per Cernobyl’, Svetlana Aleksievic – ed. E/O).

L’invariante adiabatico è una grandezza fisica che resta invariata quando un sistema fisico è assoggettato a una debole perturbazione lentamente variabile (Fisica, Vincenzo Paticchio – Jaca Book).

L’invariabilità dei due musicisti/filosofi/fisici nel mentre, con le loro manipolazioni continue, danno vita ad universi sonori in lento e progressivo constant change.

Live set:

(edits & apostrofi rosa: Gianluca Sgalambro)

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