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Consigli occasionali per giovani batteristi

Otto suggerimenti per lo studio quotidiano della batteria, nati da un po’ di pratica e dagli insegnamenti dei grandi maestri.

1. Meglio poco tutti i giorni. La musica richiede una dose minima di dedizione e di passione. 15-30 minuti di pratica quotidiana sono più utili di una maratona ogni tanto. Non si diventerà JoJo Mayer, ma ci si potrà togliere ugualmente qualche soddisfazione.

2. Diversificare lo studio dividendo la sessione tra argomenti diversi (es: riscaldamento e rudimenti, lettura a prima vista, groove, improvvisazione, repertorio). Molti i vantaggi:
a. la varietà aiuta a non perdere la concentrazione;
b. effetto farfalla: si studia una cosa, se ne sviluppa anche un’altra. Esempio, esercitando i rudimenti sul rullante si affina anche la capacità di elaborare frasi musicali sull’intero set, ampliando il “vocabolario” con cui si esprimono le tue mani: basta distribuire i suoni e le figure ritmiche sui tamburi e il risultato sarà sorprendente.
c. Arrendersi, a volte. Non intestardirsi su un esercizio che “non viene”: la perfezione (o, almeno, un livello accetabile di precisione) si ottiene con il lavoro prolungato nel tempo, con la pazienza e la determinazione a progredire passo dopo passo.

3. Metronomo e dinamiche: ogni esercizio dovrebbe essere fatto sia con che senza metronomo, variando velocità e dinamiche: suonare molto lento e fortissimo può essere difficile come e più che suonare molto veloce e pianissimo. Combinare velocità diverse e dinamiche diverse sviluppa la precisione e la musicalità.

4. Studiare senza batteria Capita spesso di non avere lo strumento a portata di mano. Ma anche senza tamburi e piatti si può fare un ottimo studio propedeutico alla sessione sulla batteria:
a. Lettura delle partiture. Ad alta voce oppure in silenzio, esattamente come si legge un libro. All’inizio ci si può sentire ridicoli ma poi è come avere una corsia preferenziale sullo strumento.
b. Suonare gli oggetti. Rudimenti, solfeggi ritmici, partirure varie: dal “practice pad” al pavimento, dal tavolo alle classiche pentole. Esercitarsi su materiali diversi sviluppa la sensibilità delle mani ai diversi tipi di rimbalzo e di reazione dei pezzi del set (tamburi, piatti, campanacci, percussioni varie), aiuta la creatività nella combinazione dei suoni e, ancora, la lettura delle partiture.
c. Grazie internet. Frequentare le migliori scuole e i seminari dei più grandi senza muoversi di casa. Da Youtube ai siti specializzati, una quantità enorme di materiale, consigli, spartiti e lezioni è a tua disposizione, gratis. A partire da questo sito

5. Cultura musicale e repertorio: Ascoltare musica, di tutti i generi. Soffermarsi sulle parti della batteria ma, anche, su quelle degli altri strumenti: del basso prima di tutto, ma poi anche degli altri, piano, fiati (se ci sono), elettronica, voce. Chi vuol fare della musica una professione, inoltre, dovrebbe conoscere le canzoni: dal liscio al jazz, il repertorio è fondamentale per non perdre occasioni di lavoro.

6. Studiare almeno le basi del pianoforte: è uno strumento essenziale per completare la cultura musicale. Va bene anche una tastiera economica: alcune costano poco, si tengono in camera e si interfacciano con il computer.

7. Suonare con gli altri: Chiusi in cantina o in sala prove, va bene. Ma per progredire è necessario suonare con i bipedi, capire le esigenze degli altri strumenti, confrontarsi con il repertorio e le difficoltà della vita di relazione dei musicisti (che non sono gli esseri più facili con cui fare i conti). Non aspettiamo di essere Dave Weckl o Vinnie Colaiuta per uscire dall’antro. Anche perché potremmo non uscire mai e ci saremo persi il meglio: suonare con e per gli altri.

8. Trascrivere le partiture. Ascoltare un groove, un solo o una linea ritmica è una cosa; studiarli con attenzione è un passo avanti. Trascrivere su pentagramma, nota dopo nota è un’esercizio impagabile.

Per chi ha intenzione di fare della musica un lavoro: Professione batterista: otto drum-tips per suonare e (provare a) guadagnare

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3 Commenti »

  • Flash said:

    io vorrei solo consigliare a tutti di vedere il film Drumline spettacolare

  • giuseppe said:

    ciao io volevo chiedere se qualcuno sa il nome di quel piatto che è come un crash ma ha un suono piu acuto..
    non è lo splah perchè ce l’ho già e nemmeno il china…che cos’è?è semplicemente un altro cresh?

  • sgal said:

    i crash hanno dimensioni e sonorità diverse e ogni casa produttrice tende a dare le sue variazioni di nomi per motivi soprattutto di marketing o per identificare un certo tipo particolare di suono (es ufip presenta i “fast crash”). ma sempre di crash di tratta: cioe’ piatti il cui uso primario non sta nel “riding” ma nel sottolineare le figure ritmiche.

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