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Le facoltà di legge Usa contro la Riaa

4 December 2008 No Comment :: Scritto in Karma for drums, News :: Altri post su ,

Che la Riaa (Recording industry association), l’associazione che tutela gli interessi dell’industria discografica americana, sia una delle Entità più odiate nella terra delle stelle e delle strisce è cosa nota. Forse gli unici a non detestarla sono i suoi soci, e nemmeno tutti. Per il resto l’indice di popolarità è bassino, visto che la Riaa è quella delle cause contro gli internettari e contro chi condivide illegalmente la musica.

Perfino uno dei giudici davanti ai quali finiscono le cause intentate dai legali dell’associazione ha di recente dichiarato che non è carino perseguire per centinaia di migliaia di dollari singoli utenti mettendo in campo studi legali da film (americano).

Tempi duri, insomma, anche perché anni di cause e di muscoli mostrati in giro per le aule di tribunali non hanno scalfito l’attitudine scaricatoria degli utenti internettari. Ma se prima a difendere i pochi che avrebbero dovuto pagare per tutti c’era solo la benemerita EFF (Electronic frontier foundation), ora la schiera dei difensori si allarga, con l’ingresso trionfale delle facoltà di Legge, Harvard compresa.
Forse per far capire alla Riaa che è vero che scaricare musica e non pagarla non è bello, ma che anche prendersela con i quattro sfigati beccati con le mani nel download non è carino.

Non in un mondo dove milioni di computer sono pieni di canzoni illegalmente condivise. Non in un sistema giudiziario come quello americano che costa e ti mette sul lastrico ancora prima di giudicarti. Sono quattro, e probabilmente cresceranno, le facoltà di Legge che forniscono tramite i loro docenti e studenti servizi gratuiti di difesa anti-Riaa: University of Maine, University of San Francisco, Franklin Pierce e Harvard.

Le strade per fare in modo che la musica venga pagata com’è giusto sono altre. Ma questo è un altro post



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