Quando la batteria canta, istantanee dalla KarmaClass con Marco Buccelli
Se c’è una cosa che amo, tra le migliaia, è quel momento sospeso tra il niente e la prima nota che precede un concerto, un seminario, una lezione, una sessione di studio. Quella particolare terra delle possibilità che inizia quando entri in sala e cominci a scaricare tamburi e meccaniche, a montare gli strumenti e quando le batterie iniziano a prendere forma.
Stamattina, quando siamo entrati nella nostra Astronave Madre per il seminario di Marco Buccelli avevo la sensazione che sarebbe stata una giornata di buone cose e buoni tamburi. E così è stato. Quattro ore in cui siamo riusciti a spaziare dalla second line all’improvvisazione, da Brad Mehldau a Max Roach, da Jeff Ballard a Dave King per arrivare a Roy Haynes, dalle variazioni sullo studio dello Stick Control di Stone al displacement delle frasi musicali.
Marco Buccelli è uno che ama lo strumento e sa farlo cantare. Ha una tecnica eccellente che – ed è questa forse la sua dote migliore – riesce a non mettere mai davanti alla musica. La musica, prima di tutto, per far cantare lo strumento. Perché, come diceva quel maestro: “If you can’t sing it, you cant’ play it”.
Approfondimenti e idee:
- Stick Control: Rilettura di tre pagine del metodo più classico per il controllo delle bacchette (e dei pedali)
Somethin else ’bout Marco: Professione Batterista: Napoli, Boston, New York
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Studia con il metronomo online
Ottima giornata, per me iniziata un pochino in ritardo, ma comunque piacevole costruttiva, sociale e ritmica.
Iniziativa curata in maniera egregia dal padrone di casa Gianluca, attento minuzioso presente.
Marco è solare ritmico, sociale, forse un po’ stanco…
Un saluto a tutti i partecipanti. Ci si vede per il drum circle del 27 e … il 4 da Jojo
Buon groove a tutti!.
Stefano
bye
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