Cinque cose da chitarristi che potreste regalare(rvi) per Natale, secondo le visioni del nostro consulente per le (almeno) sei corde: Paolo Strina*.
AGGIORNAMENTO 2/12/2011
Le vostre idee brillanti sono sempre benvenute. Se ne avete o se avete bsogno di altri consigli lasciate un commento qui sotto. E poi, prendete in considerazione l’ipotesi di leggere la nostra guida agli esercizi e studi per chitarra da fare durante le vacanze
L’utilità di uno stand per chitarra si giustifica principalmente con l’attività live.
Parcheggiare lo strumento prima e soprattutto dopo l’esibizione non è affare di poco conto.
Infatti, sarebbe buona norma non riporrlo immediatamente nella custodia, se possibile, per lasciare agli “umori” secreti dal nostro corpo una via di fuga tramite evaporazione, invece di sedimentarsi sulla vernice, magari nel circuito, e principalmente sulla tracolla. Meglio aspettare 5 minuti, insomma, e farla respirare un po’.
A parte i problemi di manutenzione, eviterete che la tracolla puzzi di animale selvatico.
Ma è a casa che il trespolo-per-chitarra diviene un assoluto e irrinunciabile complemento d’arredo, mai fuori luogo, mai demodè, l’accessorio giusto al momento giusto per far dire alla vicina (quella carina, non quell’altra, l’acidona): ma dai? suoni la chitarra elettrica?
Dicevo, lo stand per la chitarra è la scusa per tenerla sempre fuori, sempre a disposizione, per non avere più scuse e studiare, studiare, studiare.
Inoltre, è un ‘idea regalo per un amico o cugino o nipote chitarrista che, in quanto tale, e quindi possessore di tanti strumenti diversi (tutti assolutamente indispensabili, sia chiaro) saprà subito appoggiarci l’ultima ascia acquisita, o indifferentemente una delle precedenti.
Insomma, con una spesa variabile ma sempre intorno ai 10/20 euro risolverete un mare di problemi esistenziali.
Chiamatelo bottleneck, slide, collo di bottiglia, ditale.
In ogni caso, a un certo punto della propria carriera, ogni chitarrista dovrebbe essere obbligato per legge a farci i conti.
La tecnica slide, infatti, è uno di quei fattori che contribuisce al reset di ogni consapevolezza: sei un erogatore di sestine a 420 di metronomo? Sei il chitarrista più funky dell’emisfero boreale? Sei l’ultimo allievo di Segovia?
Ricomincia da capo. Quella vecchia chitarra che non usi mai, quella sull’armadio: con le corde altissime. Col bottleneck, le prime volte, non puoi far altro che buttarti, chiudere gli occhi e sperare per il meglio. Poi, all’improvviso, arrivano le soddisfazioni. Nel frattempo, la pratica può rendere estremamente irritabile chi abita con voi; magari sarà per questo che il vero bluesman è sempre un lupo solitario, vai a capire
I materiali del bottleneck possono variare molto, la tradizione vorrebbe vetro, acciaio, ottone o rame, ma si sono prepotentemente inseriti la porcellana e persino l’alluminio. A voi la scelta; io consiglio di averne di diversi tipi e spessori, e provare.
In generale, per l’elettrico, suggerirei rame o ottone, di spessore contenuto. Per l’acustico, vetro o acciaio, di calibri superiori. Infatti, la massa va di pari passo con il sustain, ma anche con la tendinite. Allora, con la chitarra elettrica, possiamo contenere il peso e aiutarci con un overdrive. Con l’acustica o resofonica che sia, più semplicemente, andate piano, godetevi la singola nota, il vibrato, degustate come fosse un rosso corposo da tenere in bocca prima di farlo scivolare giù.
La Dunlop ha un’offerta di bottleneck di pesi e materiali diversi, al limite del maniacale, offrendo anche modelli signature.
Da pochi a qualche decina di euro, non avete che l’imbarazzo della scelta. Ma nessuno vi vieta di farvi un giro dall’idraulico sotto casa e darci di seghetto.
Stevie Ray Vaughan live at El Mocambo, DVD
Il significato del termine intensità è racchiuso a chiare lettere in questa esibizione.
Si può non amare il blues (del) texano, ma è difficile trovare, musicalmente parlando, qualcosa di altrettanto forte. E’ un uragano al massimo della potenza, dà l’impressione che se ti prendesse a schiaffi potrebbe ucciderti. Eppure è anche capace di dolcezza, accarezza le corde, va a cercare suoni nascosti, li convince a a rivelarsi, poi all’improvviso la furia degli elementi si scatena, il fiume già in piena rompe gli argini.
Non ce n’è per nessuno. E’ esaltante e avvilente insieme, sacro e profano, limpido e torbido. Ribadisco, e’ forte.
Dopo aver visto una cosa del genere, pochi musicisti rimangono se stessi, specie se giovani e ancora in via di formazione.
I milioni di emuli e di wanna-be sparsi per il mondo lo dimostrano; nessuno, a quasi vent’anni dalla morte è ancora così vivo e presente. Stevie Ray ha creato un vero e proprio filone, una scuola di pensiero, i “vaughaniani”, duri e puri, chitarra-overdrive-amplificatore: professionisti stimati, capiscuola indiscutibili quali Scott Henderson o Andy Timmons, ne hanno subito il fascino.
Insomma, concedetevi un regalo, reggetevi forte e fatevene una ragione.
Con meno di 12 dollari è vostro, su Amazon.
E’ un pedale. Un distorsore, economico, semplice. Arancio, come l’esemplare più noto al quale si ispira timbricamente. Vogliamo dire banale? Ok. Attenti, però. Perchè già di suo non costa una follia, è tutto in metallo e fa il suo sporco lavoro, ma ha in più una funzione essenziale: l’uscita mixer.
Mi spiego meglio. Immaginate di essere chiamati per un live, all’ultimo momento, o di essere convocati in studio per un’ emergenza. Backline presente? Forse. Amplificatore? Boh! Vabbè, vi portate tutto il necessario, chitarre, pedaliera, testata e cassa, microfono per amplificare il tutto tramite PA.
E sperate che sia tutto ok e che tutto funzioni fino alla fine.
La prossima volta, però, portatevi anche questo pedale. Oppure solo questo pedale, 2 cavi e la vostra chitarra preferita.
In sintesi: gain e volume, alti e bassi, in, out amp (per usarlo come un normale distorsore), out mixer, per usarlo nell’ impianto voci, magari tramite una bella DI Box. Acceso vi regalerà una distorsione onesta, buona per tutte le stagioni, da spento vi offrirà comunque un suono leggermente più compresso del normale, ed opportunamente pre-equalizzato , in modo da simulare un ampli pulito.
Per una cinquantina di euro, o anche meno, vedete voi.
Sembra un plettro dopo una cura di steroidi. In realtà, magia delle magie, è un accordatore.
La sua originalità è anche la sua forza; i normali accordatori, infatti, hanno bisogno di un collegamento fisico per captare il segnale prodotto dalla corda in oscillazione e rilevato dal pickup. Questo percorso soffre di vari disturbi ed interferenze, specie in situazioni rumorose, check affrettati, fari puntati addosso (il classico ronzio captato dai single coil della strato).
Inoltre, come è normale che sia, l’accordatore è in genere inserito in una pedaliera, e collegato a tutto il resto.
E se siete nel retropalco, o in camerino, e a parte la vostra chitarra preferita tutto il resto è già cablato sul palco?
Non accordate? Vi rischiate l’inizio del concerto? Ma no. Tirate fuori il plettrone, lo accendete, selezionate la corda da sistemare e (una ad una) accordate.
Rumori molesti, interferenze, ronzii? No problem, l’accordatura si basa sul principio della luce stroboscopica, per cui un fascio di luce, emesso dalla punta del plettro, illumina la corda e vi farà capire chiaramente, tramite i movimenti della luce stessa, quando la corda è alla giusta tensione.
Ah. Abbiamo parlato di luce. Se oltre al casino è anche tutto buio, non vi interesserà più. Non avete neanche un jack a portata di mano? Fa niente, non c’è niente da collegare. Accendete il plettro magico, puntate la lucina rossa sulle corde, e preparatevi al vostro assolo. Accordati.
Si dovrebbe trovare in giro a circa 20 euro, più o meno.
Paolo Strina, chitarrista gustoso e sopraffino è nato con la chitarra in spalla per una curiosa benformazione genetica. Collabora con Paolo Belli, ha suonato dalla Dandini a ”Parla con me”, al Primo Maggio e in un sacco di altri posti. E’ il nostro amico di Pentagrammi per tutto ciò che riguarda le 6 (o più corde). Un amico di cui, concedetecelo, ci vantiamo un sacco.














Suono ul pianoforte e la chitarra classica (dilettante).
Avevo trovato nel web una ditta che produceva delle specie di anellini da mettere o togliere dalla mano destra con un unghia sagomabile.
Non riesco più a trovare il sito.
Si tratta di rinunciare all’uno o all’altro strumento e mi dispiace.
Qiacuno può aiutarmi?
ciao mario, abbiamo girato la tua richiesta al nostro uomo delle (almeno) sei corde, che sicuramente saprà indicarti la soluzione. se non dovesse farlo abbiamo già pronta un’adeguata punizione a base di canzoni di natale.
in giornata la risposta.
Il nostro consulente consiglia
“Il prodotto potrebbe essere una cosa tipo questa
http://www.alaskapik.com/
sconsiglio invece soluzioni casareccie, tipo frammenti sagomati ricavati da palline di ping pong ed incollati sulle unghie (sembra una follia, ma pare che qualcuno lo abbia fatto davvero ). Al limite, meglio il suono del polpastrello nudo.”
Ciao,
sono fortunata ad avervi trovato!!
Questi 5 regali sono magnifiche idee!!!
…scusate,
mi presento mi chiamo Irene,
e sono fidanzatissima con un chitarrista ….
già per natale gli ho regalato il poggia chitarra ed è stato contento,
la prossima settimana compie gli anni…
Io vivo a Roma, sapete consigliarmi un posto dove comprare queste cose?
vi ringrazio infinitamente
Irene :)
e…auguri a tutti
irene, grazie per l’entusiasmo con cui hai inondato questo post. ho girato la tua richiesta al nostro consulente per le (almeno) sei corde. da un momento all’altro dovrebbe riprendersi dalla pennica quotidiana (lui lo chiama “studiare il finger picking”) e ci dara’ un’indicazione di saggezza.
a presto
veloce come un velociraptor a sei corde ecco il responso del nostro consulente chitarristico. ce in realta’ rsta sul sicuro. a roma
bandiera, a via cavour
your music, a monteverde
cherubini, sulla tiburtina
scegli il negozio piu’ facile da raggiungere. che i prezzi piu’ o meno sono quelli
:-)
grazie infinite!!!
Troppo carini!!!
…presto vi aggiornerò sui miei acquisti e sul risultato hehehe!!!!
Ancora grazie
e TNATI AUGURIIII :)
Posso approfittare della vostra disponibilità?
…girovagando su internet ho visto che esistono degli accordatori a pedale….
voi che ne pensate?
è migliore, e più comodo, o il contrario?
forse è troppo da concerto e me lo tira dietro?
Grazie Ancora :) ire
buongiorno Irene,
l’accordatore a pedale è sempre utile.
In caso di concerti, magari in futuro, tanto meglio.
Salutacelo, e digli che è un ragazzo fortunato!
paolo
CIao ragazzi!!
Come è andato il capodanno? ;) spero che abbiate avuto un’ottimo inizio!!! ;)
Grazie infinite :)per tutte le info!!!
a presto irene
…grazie Paolo!!!
;)
ciao ragaazzi!
Quest’anno mi avete tradita!!!
Non mi avete suggerito i regali per il natale 2011!!!
Comunque
quest’anno ho regalato un footswitch della laney
anche quello serve sempre…
:) auguri
buon 2012
ciao
irene
ciao irene, quest’anno il nostro paolo strina era troppo impegnato a essere babbo natale e si è dimenticato di scrivere. sara’ per il prossimo anno :-)
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