Elogio della lentezza (Ray Charles)

Quel missile geniale di Valentino Rossi “mi” va in pole alla prima prova ufficiale del Motogp 2005, correndo come un pazzo (di genio) e a me viene in mente Ray Charles.

E’ che qualche sera fa Sky si è lasciata andare a un momento di laicità e ha trasmesso, canale 109, Ray Charles live at the Olympia. Concerto del 2000, il grande vecchio così vecchio da essere al di fuori del tempo. Eppure così “dentro” il tempo da padroneggiarlo come un Signore del Metronomo.

Narra la leggenda che Ray staccasse i blues talmente lenti, che se tu fossi stato all’inizio del palco quando lui diceva ‘one’ ti saresti potuto fare tutto il palco e metterti allo strumento prima di sentire il ‘two’. E si narra ancora che ai batteristi che non ce la facevano a tenere quella lentezza, il Mastro di Tasti (quelli neri in omaggio) dicesse: “guardami le spalle, come dondolano: quello è il tempo”.

Al concerto dell’Olympia ho fatto la prova. Ho preso il metronomo digitale, modalità tap (cioè pesti i tasti e lui ti dice a quanto vai) e l’ho aspettato.

Stacca Georgia on my mind.
One—> Two—> Three–> Four

Sul display compare 42 bpm. 42, provare per credere, è lento, mooooooolto lento. Ed è difficile, tanto che Billy Cobham, eravamo a un seminario qualche anno fa, a chi gli chiedeva come facesse a suonare a velocità warp, rispondeva: “first of all, learn to play very, very, very slow……”.

Torniamo all’Olympia.

42 sta ancora nel display mentre il brano si snoda, navigando senza fretta. Poi Ray, dopo un paio di cavalli di battaglia allegro ma non troppo lo rifà: stacca Angelina. Questa volta è talmente lento che il metronomo si arrende. Il display si pietrifica in LOW. Low, per la cronaca, è meno di 40 bpm, che sono le colonne d’Ercole del mio click digitale: hic sunt blues, sembra esserci scritto. Inutile dire che il brano è bello da far accaponare la pelle.

Una persona a me molto cara, che sa cantare e vivere blues, sorride dei miei entusiasmi: “E’ questo il tempo del blues. E’ il dondolio di una sedia, su una veranda in riva al Mississipi. Di pomeriggio. Quando fa caldo. Il Missisipi è un fiume lento, il blues è lento”. Tra Low e 42.

This article has 3 Comments

  1. Fornire interessanti spunti di riflessione: anche questo è un merito ;-)

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