Gli spazi tra le note, come costruire un solo o un fill di batteria: parte 1

Updated 7/12/17

Dal tempo (o ritmo, o groove che dir si voglia) al break o solo e ritorno. E’ una delle esperienze più frustranti: avere a disposizione qualche battuta di assolo o un fill e uscirne con le ossa rotte. Arrivare a metà senza idee; incespicare tra sincopati e virtuosismi e poi schiantarsi senza paracadute sul rientro nel groove. Che in genere è andato un bel pezzo avanti (o un bel pezzo indietro) e ci regala un momento di pura vergogna.

Lo studio degli spazi tra le note è un modo per misurare e sentire la durata dello spazio musicale che ci viene affidato, per riempirlo con la nostra ispirazione in base alla musica e alle capacità tecniche

Il primo studio inizia dal silenzio:
1. si sceglie un ritmo che ci è congeniale (ad esempio il 4/4 ‘basic rock/pop”)
2. si decide un numero di battute su cui gira il groove a cui si aggiunge un uguale numero di battute di solo
3. le battute di solo non vengono suonate. Si conta (prima ad alta voce poi mentalmente) e si fa attenzione a ‘misurare’ lo spazio musicale a nostra disposizione.

Si può sperimentare con 1, 2, 4, 8, 16 (le misure con le quali in genere si avrà a che fare). Tutto con il metronomo

La seconda parte dello studio propone di scomporre le battute di solo (che, ancora, non vengono suonate ma solo contate) in tempi dispari in ottavi: è un ottimo esercizio per imparare a spostare gli accenti e i tempi forti e deboli, iniziando a cercare punti di riferimento diversi all’interno dello spazio del solo.

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