I 1000 talenti

L’Allievo ha impattato contro un video didattico di Dave Weckl (Back to basics) che gli avevo carognescamente passato. Ora oscilla tra Esaltazione e Sconforto.
Nuove e meravigliose Vie ritmiche crede si siano aperte dinnanzi a lui, ma non è ancora sicuro di avere i mezzi per percorrerle.

La domanda che mi aspettavo è arrivata puntuale accompagnata da sguardo attonito: “ma questo è un mostro!! come fa?” (tra il “come” e il “fa” c’era un esplicito riferimento all’organo sessuale maschile).

L’Allievo è bravino e ha passione. Ma non studia. O meglio, studia poco. Cercava una risposta che lo confortasse e gli dicesse che Quello (Dave) è un marziano e pertanto noi, che siamo poveri terrestri delle 7 note, non possiamo rammaricarci di nulla. Una risposta che evocasse concetti come Talento Assoluto, Genio della Musica e così via.

La mia risposta è stata dolorosa: “Quello è uno che studia, è un professionista e lavora sul suo talento”. Leggasi, studia e non rompere i maroni, perché di scorciatoie non ce ne sono.

Quando ero piccolo pensavo che se studiavo troppo, se le cose non “venivano subito” voleva dire che “non ero portato”: cosa che poteva essere sconfortante ma, in qualche modo, anche consolante.

Questo discorso, poi, l’ho sentito in diverse varianti nel corso degli anni, fatto da molti allievi e anche da qualche maestro che avrebbe fatto meglio a dedicarsi alla pur dignitosa raccolta delle figurine dei papi.

Le cose non vengono mai subito, il talento va alimentato e non bisogna “vergognarsi” del tempo passato a “non riuscire”, perché anche dalle cose che non riescono, a volte, arriva Round midnight. E, se l’Allievo non l’ha capito, il prossimo dvd sarà Horacio “el negro” Hernandez. E quelli saranno davvero dolori.

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