La grande e malinconica bellezza di essere dispari: Yshai Afterman

(di Carmine Pongelli)

Terza generazione (in senso accademico) di modern frame drummer, l’israeliano Yshai Afterman viene alla ribalta come allievo particolarmente brillante del suo conterraneo Zohar Fresco, il quale ha elevato all’ennesima potenza la tecnica sintetizzata da Glen Velez.
Yshai è un musicista completo, scrive composizioni per percussioni, e altri strumenti, che sono veri pezzi di musica e non semplici esercizi.
Il brano relativo al video allegato è essenzialmente una ballata malinconica (molto nel carattere del Nostro, ovviamente, essendone l’autore) ma secondo me contribuisce a dare un senso all’insensato quanto abusato sintagma “World Music”.

Un po’ di mainstream grazie all’uso della lingua inglese, un po’ di medioriente (splendidamente suggerito dall’incipit dell’ispirato solo di piano), il contrabbasso come “carne intorno all’osso” (geniale battuta di Bill Laswell) ed un bellissimo quanto apparentemente semplice fraseggio ritmico (7 beats + 6 beats) derivato dal modern frame drumming ed applicato ad un essenziale drumset (lo strumento frame drum, bodhràn nella fattispecie, pur marcando il tempo assieme alla batteria qui è presente più che altro come colore timbrico) .

Yshai Afterman – “Nothing”

In quest’altro video abbiamo un esempio di composizione per sole percussioni, stavolta “solo” in 7 beats: Darbouka, Cajòn, Pandero Cuadrado e chincaglieria varia.
Brano ispirato da un poema scritto dalla mamma di Yshai, Susan, e registrato in Spagna grazie all’ausilio di grandi musicisti iberici, fra cui il catalano Aleix Tobias Sabater che è uno fra i più geniali e incredibili percussionisti contemporanei.

Yshai Afterman – “A line from Here to Nowhere”. Darbuka – Cajon – Pandero percussion composition

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