Minidisc assassino

Transito dalla sala prove con la brillante idea: “oggi mi registro tutto”.

Ne viene fuori che le idee brillanti non dovrebbero affacciarsi in un qualsiasi giovedì di febbraio: per superare certi sciòc serve almeno ‘naiurnata ‘e sole.

Mi siedo un po’ tronfio dietro La Cosa, convinto che poi, in macchina, mi amerò moltissimo. In fondo ogni tanto capita di sentirsi bravi a prescindere, no?

45 minuti, di traccia; buoni un paio di idee e 3-4 secondi. Il resto lo manderò alla De Filippi: potranno usarlo per torturare gli “Amici” quando non studiano. That’s the drum baby. Mi sta bene, così imparo a essere tronfio.

Registrarsi in fase di studio è come andare nudi a una seduta di autocoscienza: nulla resta impunito. Non quelle terzine cadenti, non quel groove gruviera, non quei fill da commodore 64; per non parlare di quel dispari parificato.

Comunque, sempre, è tutta colpa del minidisc. Esattamente come l’asfalto è reso viscido dalla pioggia e la montagna chiede il suo tributo di sangue.

This article has 2 Comments

  1. la vita sorride sempre, ma ricordiamo sempre che le sonnambule non vanno svegliate

  2. e vabbè… da cantante sono abbastanza abituata allo choc da registrazione. non va mai bene. quella nota calante, quell’altra crescente…
    ma poi si sentono i dischi di amalia gre e la vita torna a sorridere :)

Commenta

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.