Suonare la batteria in condominio: cinque o sei cose da sapere per evitare guai

January 20, 2006 in Vita dietro i tamburi by Gianluca Sgalambro

Musica e condòmini non sempre vanno d’accordo. Quasi mai nel caso di uno strumento oggettivamente invadente come la batteria. Ecco una miniguida utile per i maestri del casino, i batteristi, che può andare bene anche per altri musicisti dal suono invadente.

Cosa si puo’ suonare (in casi fortunati)
In condizioni di vicinato esente da patologie, in condominio si possono suonare i set di pad da allenamento o le batterie elettroniche (in cuffia, meglio); in casi fortunati (se i vicini vi amano o sono particolarmente tolleranti) anche una batteria acustica accessoriata con le sordine può essere accettata. Difficile, e non si può dare torto a nessuno, che venga tollerato il suono prodotto da uno strumento acustico senza sordine.

Per quello che può valere, la regola generale per le emissioni sonore è che di giorno è possibile superare di 5 decibel il rumore di fondo; di notte il limite scende a 3 decibel.

Insonorizzare con cautela
I lavori di insonorizzazione vanno valutati bene: quelli per rendere inoffensiva una batteria acustica sono molto costosi, non sempre si possono fare e comunque non garantiscono, in appartamento, la tollerabilità dello strumento. Potrebbe capitare di spendere molte migliaia di euro e poi ritrovarsi comunque con il vicino giustamente incazzato alla porta.

Meglio attrezzarsi con le batterie da allenamento, eventualmente prendendo qualche ulteriore precauzione: come una pedana, un tappeto insonorizzante e così via. Sul kit da allenamento si può fare tutto lo studio preparatorio quotidiano: lettura delle partiture e dei groove, tecnica di mani e piedi, solfeggi ritmici ecc. Per lavorare sulla musicalità e i suoni si può andare in sala prove. Le migliori scuole, tra l’altro, mettono sempre a disposizioni salette studio per gli allievi. E questo può essere anche un criterio di valutazione al momento di sceglierne una dove iscriversi.

Il costo dei practice pad kit tipo il DW Go Anywhere, varia dai 100 ai 300 €; le batterie elettroniche entry level si trovano per 650-800 euro (Yamaha e Roland) e si possono usare anche come practice kit; il kit di insonorizzazione per batteria acustica della Vic Firth costa circa 80€. Si parla di strumenti nuovi al costo da negozio online. Ebay e l’usato, a volte, fanno miracoli.

Io ho risolto, felicemente, con due pad Vic Firth PAD12 e PAD6, un pad Pearl BD10 con un doppio Pearl P122TW. A terra c’è uno strato di gomma antiscivolo IKea, una pedana in legno fatta con 5 perline residuo di altri lavori casalinghi e, su tutto, un tappetone Ikea grezzo in disuso.

Non va sottovalutata nemmeno la possibilità di negoziare con i vicini un orario per studiare: a volte parlando si ottengono grandi cose.

Capita, però, che anche il suono prodotto dai pad da allenamento sia causa di tensioni condominiali. In questo caso:

1. Verificare il regolamento di condomino: l’impedimento a suonare deve essere specificato. In mancanza di divieto esplicito ci sono “finestre orarie” (variabili da comune a comune) in cui poter esercitare attività, tra le quali la musica. Si assume in genere 8.30-12.30 / 16.30-20.30, ma le variazioni possono essere infinite. I Comuni hanno l’obbligo per legge (447/95) di limitare l’inquinamento acustico: questa loro attività di sorveglianza può essere invocata sia per esercitare il diritto a suonare (con i limiti già descritti) che a porre un freno alle intemperanze di qualche batterista poco rispettoso dell’altrui tranquillità

2. Creare una pedana: legno e polistirolo con piedini per alzare lo strumento e evitare che il pedale sul pavimento incarognisca la vicina (le rimostranze riguardano più che altro il suono prodotto battente del pad-cassa)

3. Misurare i decibel: di base è possibile superare di 3/5 decibel il rumore ambientale. Inoltre secondo la Cassazione (sentenza 10735 del 2001): “il limite di tollerabilità delle immissioni, a norma dell’articolo 844 c.c., non ha carattere assoluto, ma relativo, nel senso che deve essere fissato con riguardo al caso concreto tenendo conto delle condizioni naturali e sociali dei luoghi e delle abitudini della popolazione”.
Per chi non avesse dimestichezza con le misurazioni ecco una tabella compartiva presa dal sito del ministero dell’Ambiente (pregasi notare l’irresistibile definizione “notte agreste”).

10/20 Fruscio di foglie, bisbiglio
30/40 Notte agreste
50 Teatro, ambiente domestico
60 Voce alta, ufficio rumoroso
70 Telefono, stampante, Tv e radio ad alto volume
80 Sveglia, strada con traffico medio
90 Strada a forte traffico, fabbrica rumorosa
100 Autotreno, treno merci, cantiere edile
110 Concerto rock
120 Sirena, martello pneumatico
130 Decollo di un aereo jet

4. Essere consapevoli dei propri diritti e di quelli degli altri: arrendersi subito, mai. Bisogna stare nei limiti della civiltà, cercare di fare il possibile per non esasperare i toni (niente è più fastidioso dei rancori condominiali) ma non farsi mettere i piedi in testa.