ringo starr Il batterista più famoso del mondo ha compiuto 69 anni (ieri, 7 luglio). In questi casi ci si esercita a chi ne sa di più nel bene o nel male. E, nel caso di Ringo Starr, si parla generalmente ‘male’ come il tizio con meno talento più fortunato del mondo. “The luckiest no-talent on earth”

Prima di pensarla come la si pensi, sarebbe opportuno leggere un articolo di John Bryant (batterista di Ray Charles e produttore)

Per chi non sa l’inglese:
1. è stato il primo batterista pop(olare) a imporsi come un componente vero della band e non solo un accompagnatore;
2. ha reso popolare il matched grip invece del traditional grip (usato fino ad allora dai grandi del jazz e quindi più ‘sofisticato’);
3. ha dato ai Fab 4 un contributo personale in termini di suono e personalità;
4. era un metronomo capace di viaggiare ad un numero costante di bpm senza sbavare mai;
5. era in grado di suonare tempi diversi dal 4/4 con facilità e semplicità e di confrontarsi con generi distanti tra loro.

Per chi sa l’inglese:
13 reason to give ringo starr some respect

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