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Studi per il doppio pedale: rudimenti, indipendenza e coordinazione / 1

Una serie di esercizi per principianti (ma non solo) adatti a sviluppare la tecnica sul doppio pedale e la coordinazione mani-piedi, usando come base alcuni rudimenti – rullo singolo, doppio e paradiddle – distribuiti su doppia cassa e ride.

In questo caso si usa un doppio ride (sinistro e destro) per lavorare anche sull’ambidestria. In mancanza del doppio ride la sinistra può suonare un crash pesante, il bordo di un tom o un campanaccio: l’importante è avere un suono ‘chiaro’ sulle mani in modo da poter sentire bene l’esecuzione di doppia cassa.

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(Per altri studi di doppio pedale vedi anche la categoria ‘studi per il doppio pedale’)

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A love story

Shape of my heart, composta da Sting con Dominic Miller nel 1993 per l’album Ten Summoner’s Tales

Viene inclusa nella colonna sonora di Leon (anche noto come The professional) di Luc Besson, con Jean Reno, Gary Oldman e Nathalie Portman.

“I wanted to write about a card player, a gambler who gambles not to win but to try and figure out something; to figure out some kind of mystical logic in luck, or chance; some kind of scientific, almost religious law. So this guy’s a philosopher, he’s not playing for respect and he’s not playing for money, he’s just trying to figure out the law – there has to be some logic to it. He’s a poker player so it’s not easy for him to express his emotions, in fact he doesn’t express anything, he has a mask, and it’s just one mask and it never changes.” (Sting)

Qui in una versione acustica, con Dominic Miller alla chitarra

Dedicato chi prima o poi ha trovato un posto per la sua pianta

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Alicia enhancend

You’ve got a white stunning dress, white grand piano, a six-chords bass players and an orchestra plenty of violins; you’ve got a great voice and a song that kick off heart and soul. What do you think you miss? A timpani player? No you’ve got it too.

Avete un bassista con 6 corde. Avete un pianoforte a coda bianco, un vestito da urlo. Bianco. Una pettinatura, nera, che più liscia e luccicante forse solo la Barbie Sista.
Avete una voce strepitosa, una canzone che sbudella i coleotteri. Siete anche una strafiga. Che vi manca: una sezione archi al completo e un timpanista che lanci il ritornello di If ain’t got you? No, avete anche quelli.

Some people live for the fortune
Some people live just for the fame
Some people live for the power, yeah
Some people live just to play the game
Some people think that the physical things
Define what’s within
And I’ve been there before
But that life’s a bore
So full of the superficial

[Chorus:]
Some people want it all
But I don’t want nothing at all
If it ain’t you baby
If I ain’t got you baby
Some people want diamond rings
Some just want everything
But everything means nothing
If I ain’t got you, Yeah

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A(nastacia)C(eline)/DC (feat Shania)

Mai fidarsi dei propri pregiudizi. E anche se ci sono canzoni che il naso dice dovrebbero cantare solo i maschietti ( e altre solo le femminucce), non si può mai sapere. Se però la canzone è quel bel pezzo di rock chiamato You shock me all night long e ci vedi stampigliata accanto la faccina pulita di Celine Dion, l’effetto liquify è assicurato.

Dov’è Angus che schitarra? E Brian Johnson che fa a cazzotti con il fantasma di Bon Scott? E che ci fa una ragazza come lei in una canzonaccia come questa? Parte il video, nel mio Tube si innesta un certa perplessità. Poi, prima del baratro, prima che – è certo – entrino anche i violini, appare Anastacia: che brava è brava, voce ha voce, truzza è truzza. Che dio salvi le ragazze che schitarrano.


In più non ho ancora capito cosa pensare della versione country di Shania Twain: un giorno potrei anche scoprire che mi piace, tanto sa di vacche e selle invece che di autostrade per l’inferno.

Anche se dopo, un giretto su una versione live AC/DC sparata come si conviene, rinfresca. Qui Angus non s’era nemmeno tagliato i capelli, ancora. E pazienza se il tecnico del suono si dimentica una chitarra per un po’.

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Vive l’Afrique

Per chi ama Madre Africa e ha ancora voglia di guardare lontano, la Seka Moke Foundation cura sul Tubo un’ottima rassegna di video musicali. L’obbiettivo è quello di promuovere la musica Africana e l’Africa in Nord America. Ma va benissimo anche per noi Nord-Nord-Africani

Il canale si chiama idamawatu e merita ampiamente la sottoscrizione su You tube.

Note di serendipity: ascoltavo Alicia keys; ho trovato un video in cui la smorfiosa canta Falling con Oumou Sangaré (senza lasciarle grande spazio, in verità); ho cercato altri suoi video; sono arrivato alla rassegna sul Roll Back Malaria Concert del 2005, dove c’erano quasi tutti i più importanti artisti del continente precedentemente noto come nero; i video sono postati dall’utente idamawatu, ecc ecc..

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Sunshine of our war

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Sunshine of your love
è una di quelle canzoni con cui prima o poi tutti noi strimpellatori facciamo i conti. Non solo noi a margine, pure quelli che salgono sul palco del Primo maggio e che quindi almeno un po’ di strada l’hanno già fatta.
Tipo Tiromancino, che l’hanno scelta come cover nel set presentato al concertone di quest’anno. A qualcuno la loro versione del classico di Clapton e soci è piaciuta molto. Io sono rimasto un po’ così; ma non è di Zampa e soci che si parla.
Per farla breve, dopo le prove generali di lunedì 30 mi sono fatto il classico giro sul ‘tubo’, dove ho ovviamente trovato materiale a catinelle. Ho scelto due clip, che suggerirei di ascoltare nell’ordine: nella prima i Cream intepretano il loro brano con un mood molto piovoso, quasi impastato (direi impasticcato), per alcuni aspetti superbo e decadente; nel secondo mr Hendrix ti calcia direttamente nel didietro con il primo accordo e poi ti inietta una dose di energia nera, cruda, solida, rapida e necessariamente bluesy, splendidamente supportato dagli Experience.

Due modi diversi di suonare la stessa canzone, due modi – ho pensato – divisi tra bianco e nero (non necessariamente solo di pelle, visto che 2/3 della band di Jimi era lattea). Da una parte una visione bianca, decadente e un po’ superba della vita che ti dice “abbiamo già visto tutto, abbiamo conquistato e perso imperi e ora ce ne vogliamo stare qui a bere davanti al caminetto”; dall’altra parte il mondo degli altri, i ‘neri‘ di tutte le razze, classi sociali ed etnie che dicono “times they are a changing” oppure – per metterla giù più cruda – “ci siamo rotti adesso vi facciamo il culo”. Anche se quest’ultima è spesso una speranza destinata a rimanere illusoria. Il mondo seduto sul divano buono e quello che corre, spesso senza sapere dove andare. Ho pensato così, poi mi sono semplicemente messo ad ascoltare.

Cream

Hendrix

Per concludere, una versione con Vernon Reid alla chitarra: muscolare e iperdopata come si conviene. Bisogna avere pazienza per arrivare al solo, perché per il resto la band fa abbastanza schifo.

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Uchida vs Argerich

Titolo alla wrestling per uno scontro che non è wrestling. Si parla di due immensità del pianoforte Mitsuko Uchida e Martha Argerich. Fa sempre piacere vedere che gli scontri dialettici non si limitano solo al calcio, ma che ci si può imbufalire anche su una interpretazione di Mozart.
Dopo i video, un’occhiata ai commenti è divertente e utile.

Lo stadio è il Concerto No20 1st mov

Argerich

Uchida

E,per non farsi mancare niente, Friedrich Gulda

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Per chi cantano le stelle (Sessions@Aol)

La conversione di Aol, da club esclusivo per soli paganti a fornitore “democratico” di contenuti inizia – ma pensa un po’ – dalla musica.

E trattasi di notizia bella, perché Aol ha un archivio musicale invidiabile, ma, soprattutto, per quello che ci interessa di più, una serie di set esclusivi con artisti di primo piano: Aol Sessions. Le sessions non sempre e non tutte erano raggiungibili da noi non paganti: ora sono state liberate e un giro di studio è di rigore. Qualità audio/video ottima, qualche problema browser con Firefox, nessuno con Explorer. Serve uno screen name (un account) Aol, gratuito.

Non ultima, da apprezzare è la versione html, della pagina che raccoglie le centinaia di sessions (cliccare Sessions@Aol nella barra di navigazione n.1 – select category). Quando si dice fare le cose per bene.

Sullo stesso tema segnalo, in parte giocando in casa: Live@Kataweb e Live@Launch

Buon ascolto