jojo mayer seminario Il nostro fratello di percussioni “sociali”, Lorenzo Rompato non solo è andato alla clinc che il Maestro Jojo Mayer ha tenuto ieri a Roma. Ma gli ha anche fatto da traduttore. Noi lo abbiamo invidiato a morte (abbiamo rosikato, come si dice all’ombra del cupolone) e per constringerlo a espiare gli abbiamo chiesto un resoconto dettagliato del seminario. Eccolo, con l’invidia che si merita uno che è stato la voce di Master Jojo

LA BIBBIA DI MASTER JOJO
di Lorenzo Rompato
(drum circle guru www.circles.it & long time brother).

Mi riverbera ancora tutto dentro. Sono appena tornato a casa dopo aver passato tre ore circa seduto accanto a Jojo Mayer durante la sua clinic.

Ho anche tradotto in semi-simultanea il suo monologo di circa un’ora sul suo nuovo pedale prodotto da sonor.

Sento ancora nella pancia, nel petto e nella testa l’ondulazione del ritmo, del suono, della musica. Amici batteristi, sono il custode dei suoi segreti. Cosa volete sapere?
Vi snocciolo subito parte del rosario:
Il nostro beniamino e Maestro, non studia. Suona.
Il tamburo, la batteria,…è lo strumento (analogico) al suo servizio.
Jojo non cerca la tecnica, cerca la musica e la tecnica è al servizio di questa ricerca.
Volete veramente diventare bravi come i migliori di sempre???…andate a lezione di tip tap, poi ne riparliamo….

Per quanto concerne l’uso del pedale,…beh,..ricordate che il battente non è una catapulta medievale ma un delicato tocco che non ha bisogno di restare incollato alla cassa quando inattivo. Jojo traspone ai piedi quello che fanno le mani, quindi se è importante avere una bacchetta ben equilibrata e bilanciata bisogna avere la stessa situazione ai piedi, quindi ha collezionato praticamente tutti i pedali del mondo prodotti in ogni secolo, mosso dalla insoddisfazione di quel che aveva. Quando li ha provati tutti, ha cominciato a smontarli e rimontarli alla rinfusa, usando le cose che gli piacevano dei differenti modelli.
Non gli è bastato.
Dalla sonor si è fatto costruire un pedale su misura, sovra misura anche, visto che è più lungo di circa due cm più dello standard. Non ha il tip-toe ed è liscio come uno specchio.
Ha solo un braccio con una giunto circolare e un battente in feltro regolato corto.
Una staffa di tessuto tecnico lega il pedale alla bascula. Con lo stesso tessuto si fanno i giubetti anti proiettile.
Non si deve avvitare alla cassa. Ha una semplice presa a molla. Basta azzeccare il diametro della morsa.
Ho goduto anche io quando con un bottone ha fatto abbassare il braccio e sganciare la molla. Il pedale diventa piatto e ve lo infilate nella borsetta o nella tasca e andate a suonare.

Ma per esser bravi non basta la tecnica.
Se pensate le cose in modo matematico. La matematica ne uscirà fuori.
Se suonate i rudimenti per fare esercizio suoneranno come un esercizio.
Se li suonerete con l’intenzione di suonare, se ne sentirà la musica.
Cercate la musicalità, condividetela con quanti più possibili in ogni occasione possibile.

Non fate i rudimenti per fare esercizi.
Fate i rudimenti per suonare, usateli al servizio della vostra espressività.

Una gremita e inadeguata sala può testimoniare che da un paradiddle può uscire un mondo ritmico, personalmente non ho più potuto vedere alcun rudimento quando è passato al ternario, anche se mi ero legato all’albero maestro come Ulisse per non sentire le Sirene. L’esecuzione di Jojo mi ha trascinato lontano. Era musica non un rudimento.

Un’ultimo consiglio: usate la Möller tecnique per le variazioni e gli accenti, non per sequenze lineari.
Per la linearità è più indicata la finger technique.
Buffo che sia proprio io a dirvelo, che le bacchette so a malapena dove siano di casa.
Ma è così: vi racconto di questo incontro e di quel che ho detto per esser stato la sua voce in italiano.

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