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Jojo Mayer – Tribute to Buddy Rich

ma anche solo per vedere Jojo in a suit

“Jojo Mayer is best known for his drumming wizardry in contemporary electronic music. His adaptation of complex electronic beats on the acoustic drums, or the «reverse engineering» of digital matter into «re-humanized» musical substance as he calls it, has raised the bar for instrumentalists and music producers the world over, and re-defined the role of live drums in contemporary music. Given Mayer’s futurist, present-moment approach to the art of drumming, little seems to connect him to 20th century jazz drumming icon Buddy Rich. But appearances are deceptive.

Directed by Alexis Amitirigala
Filmed by René Schönenberger, Jonas Furrer, Tom Kubiak & Martin Schäppi
Sound by Torsten Goddon
Edited by Daniel Stössel & Andrea Löhrer”

Batteria e Percussioni, Batteristi, Seminari, corsi e contest 0 comments on Master Jojo Mayer: la Bibbia umana del groove (resconto dalla clinic di Roma)

Master Jojo Mayer: la Bibbia umana del groove (resconto dalla clinic di Roma)

jojo mayer seminario Il nostro fratello di percussioni “sociali”, Lorenzo Rompato non solo è andato alla clinc che il Maestro Jojo Mayer ha tenuto ieri a Roma. Ma gli ha anche fatto da traduttore. Noi lo abbiamo invidiato a morte (abbiamo rosikato, come si dice all’ombra del cupolone) e per constringerlo a espiare gli abbiamo chiesto un resoconto dettagliato del seminario. Eccolo, con l’invidia che si merita uno che è stato la voce di Master Jojo

LA BIBBIA DI MASTER JOJO
di Lorenzo Rompato
(drum circle guru www.circles.it & long time brother).

Mi riverbera ancora tutto dentro. Sono appena tornato a casa dopo aver passato tre ore circa seduto accanto a Jojo Mayer durante la sua clinic.

Ho anche tradotto in semi-simultanea il suo monologo di circa un’ora sul suo nuovo pedale prodotto da sonor.

Sento ancora nella pancia, nel petto e nella testa l’ondulazione del ritmo, del suono, della musica. Amici batteristi, sono il custode dei suoi segreti. Cosa volete sapere?
Vi snocciolo subito parte del rosario:
Il nostro beniamino e Maestro, non studia. Suona.
Il tamburo, la batteria,…è lo strumento (analogico) al suo servizio.
Jojo non cerca la tecnica, cerca la musica e la tecnica è al servizio di questa ricerca.
Volete veramente diventare bravi come i migliori di sempre???…andate a lezione di tip tap, poi ne riparliamo….

Per quanto concerne l’uso del pedale,…beh,..ricordate che il battente non è una catapulta medievale ma un delicato tocco che non ha bisogno di restare incollato alla cassa quando inattivo. Jojo traspone ai piedi quello che fanno le mani, quindi se è importante avere una bacchetta ben equilibrata e bilanciata bisogna avere la stessa situazione ai piedi, quindi ha collezionato praticamente tutti i pedali del mondo prodotti in ogni secolo, mosso dalla insoddisfazione di quel che aveva. Quando li ha provati tutti, ha cominciato a smontarli e rimontarli alla rinfusa, usando le cose che gli piacevano dei differenti modelli.
Non gli è bastato.
Dalla sonor si è fatto costruire un pedale su misura, sovra misura anche, visto che è più lungo di circa due cm più dello standard. Non ha il tip-toe ed è liscio come uno specchio.
Ha solo un braccio con una giunto circolare e un battente in feltro regolato corto.
Una staffa di tessuto tecnico lega il pedale alla bascula. Con lo stesso tessuto si fanno i giubetti anti proiettile.
Non si deve avvitare alla cassa. Ha una semplice presa a molla. Basta azzeccare il diametro della morsa.
Ho goduto anche io quando con un bottone ha fatto abbassare il braccio e sganciare la molla. Il pedale diventa piatto e ve lo infilate nella borsetta o nella tasca e andate a suonare.

Ma per esser bravi non basta la tecnica.
Se pensate le cose in modo matematico. La matematica ne uscirà fuori.
Se suonate i rudimenti per fare esercizio suoneranno come un esercizio.
Se li suonerete con l’intenzione di suonare, se ne sentirà la musica.
Cercate la musicalità, condividetela con quanti più possibili in ogni occasione possibile.

Non fate i rudimenti per fare esercizi.
Fate i rudimenti per suonare, usateli al servizio della vostra espressività.

Una gremita e inadeguata sala può testimoniare che da un paradiddle può uscire un mondo ritmico, personalmente non ho più potuto vedere alcun rudimento quando è passato al ternario, anche se mi ero legato all’albero maestro come Ulisse per non sentire le Sirene. L’esecuzione di Jojo mi ha trascinato lontano. Era musica non un rudimento.

Un’ultimo consiglio: usate la Möller tecnique per le variazioni e gli accenti, non per sequenze lineari.
Per la linearità è più indicata la finger technique.
Buffo che sia proprio io a dirvelo, che le bacchette so a malapena dove siano di casa.
Ma è così: vi racconto di questo incontro e di quel che ho detto per esser stato la sua voce in italiano.

Karma for drums, Vita dietro i tamburi 1 comment on Dieci cose che hanno cambiato il vostro modo di suonare la batteria

Dieci cose che hanno cambiato il vostro modo di suonare la batteria

Ne metto in fila 10 dieci delle mie. Che 10 è un numero di quelli che si usano nel mondo social-web: momenti, canzoni, visioni di batteristi – ma non solo batteristi – che hanno cambiato il mio modo di suonare. I primi 10 affiorati in nottata, anche se ce ne sono molti altri e magari diventeranno una seconda puntata di questo post. Sapere i vostri 10 sarebbe assai bello.

1. Il piede sinistro di Horacio ‘el negro’ Hernandez.
Roma, teatro Ambra Jovinelli, non molto tempo fa. In trio con Michel Camilo e non mi ricordo chi al basso (non credo Anthony Jackson, lui è uno che non passa inosservato). Cercavo da tempo un modo per liberare il mio piede sinistro dalla schiavitù del poco e quel cubano newyorkese aveva già inventato tutto. Uno dei concerti più belli che abbia mai visto. Il giorno dopo ho cominciato a studiare lo stick control con i piedi e a scimmiottare clave e cascara. Ancora oggi scimmiotto.

2. Stewart Copeland che suona le poltrone.
Una vita fa, il video di Message in a bottle. C’è stato un tempo, incredibile a dirsi, in cui non c’era Youtube e la musica era merce preziosa. Vedere il biondo pazzo che suonava le poltrone ha stimolato i miei ormoni batteristici. Un po’ come le compagne di scuola della sezione D facevano con gli ormoni adolescenziali, forse di più. Nella mia biografia non ci sarà mai ‘ha iniziato a 5 anni suonando le pentole’. Non sono mai stato un tipo da pentole ed ero un giovinetto fin troppo compito ed educato per fare casino fuori posto. Ho cominciato su un practice pad (cappello del prete) Ludwig che ancora ho, da qualche parte. Stewart, invece, suonava le poltrone. Ho capito che potevo suonare tutto e sono diventato un po’ meno educato. E Stewart, continuo a suonarci sopra.

3. La mano sinistra di Jojo Mayer
Cercare su Youtube (o su questo sito) il video di Syncopath. Sentirete un bisogno impellente di comprare Secret weapons for the modern drummer. Oppure un braccio bionico.

4. Il fill di batteria di Phil Collins in In the air tonight
Quelli della mia generazione hanno cominciato in quel momento a cercare il fill perfetto. Molti non sono mai tornati.

5. La faccia di Dom Famularo quando insegna
Suonare la batteria (suonare in genere) perché mi rende felice. Puro e semplice. Dom ce l’ha, quella faccia un po’ così di chi sta godendo come un pazzo. Anche io voglio.

6. Daryl Jones, Sting e le tartarughe blu
Bring on the night tour: Sting con una super band di jazzisti con Omar Hakim alla batteria e Daryl al basso. Grande pressione, il primo tour del dopo Police, una star del rock che si mescola con i jazzisti (all’epoca si usava poco). Intervistano Daryl Jones durante le prove e lui se ne esce con una cosa tipo “lui è teso perché rischia tutto in questo tour. A me non importa: faccio jazz, sono abituato a suonare musica che la gente non capisce”. Salire sul palco. E basta.

7. Le braccia di Aaron Spears
Lo vedo al Modern drummer festival weekend. Incombe sulla batteria, la domina con una massa corporea di sfondamento, le braccia volteggiano e fanno chilometri prima di atterrare sulle sestine di 789esimi. Alzo le braccia, anche io: non voglio più essere impettito e composto. Signore, questo ragazzo ha cominciato nella tua chiesa, dammi un coro gospel e fammi vedere la luce. E la band

8. L’hi-hat di John Bonham
Gli sarebbero bastati cassa, hi-hat e rullante a quel tizio li. Da Bonzo ho imparato la grandezza inarrivabile di un grande groove. Lo preferisco ancora quando sta sul groove e incastra tutto l’incastrabile, più che sui soli. Questione di gusti. Per anni non ho più fatto un fill. Poi, molto dopo, ho scoperto Bernard Purdie.

9. I trombettisti
Miles Davis, Chet Baker, Arturo Sandoval, Dizzie Gillespie: ecco, vorrei quel fraseggio li. Quella voce, quella scomposizione, quel modo di cantare con lo strumento.

10. YouTube
Vedere, finalmente. Ascoltare, tutto. Imparare e confrontarsi. Il paradiso è qui.

Karma for drums, Tech 0 comments on Horacio, Thomas e il limite di 5000 amici su Facebook

Horacio, Thomas e il limite di 5000 amici su Facebook




Nonostante i ripetuti annunci dati dalla comunità dei blogger e degli utenti (se ne trovano datati già 2008 e 2009) il limite di 5000 amici per i profili di Facebook non è mai stato eliminato. Si tratta, insieme all’assenza del tasto ‘non mi piace’ sugli elementi condivisi, di una delle più contestate misure applicate da FB ai suoi utenti.

Quanto possa essere fastidioso l’ho sperimentato cercando di diventare amico, almeno su Facebook, di Horacio ‘el negro’ Hernandez e di Thomas Lang. Entrambi, mi dice il Libro, ‘hanno già troppi amici’, quasi incolpandomi di essere arrivato tardi.
Che poi, per Horacio il limite è scattato a 4796, quindi qualche posto amico in più ci sarebbe pure. Thomas, invece, sta a 5000 e rotti. Bizzarrìe del sistema.

La policy di Facebook da questo punto di vista è chiara: se sei un personaggio pubblico devi aprire una Fan Page, che non ha restrizioni di numero ‘fan’ anche se è più limitata dal punto di vista dell’interazione.

Chris ‘daddy’ Dave e Jojo Mayer, ad esempio, hanno solo una fan page e veleggiano sereni, rispettivamente tra i 2000 e i 12mila fan. A Facebook fanno notare che gli account con più di 5000 ‘amici’ sono poco meno di un migliaio su qualche centinaio di milioni, anche se pesano perché ci sono blogger, media e personaggi di un certo rilievo e che 5000 amici sono un limite ragionevole per chi voglia fare un uso ortodosso del servizio.

Not a big deal, direbbero gli americani, ma qualche disappunto l’o ha provato anche Horacio che, nella sua fan page, per ora ferma a 3600 fan, scrive: “My facebook friends thing is full…..don’t know what to do…..HELP!!!! here i still”

Ora tocca scrivere a Thomas di farsi una fan page.

Dvd, cd, libri 3 comments on DVD didattici per batteria, la classifica dei più venduti in Europa (marzo 2010)

DVD didattici per batteria, la classifica dei più venduti in Europa (marzo 2010)

Hudson music ha appena pubblicato la classifica dei dvd didattici per batteria più venduti in Europa. Good morning Benny; bentrovato, Jojo

Benny Greb: The Language of Drumming
Jojo Mayer: Secret Weapons for the Modern Drummer
Aaron Spears: Beyond the Chops
Tommy Igoe: Great Hands for a lifetime
Gavin Harrison: Rhythmic Design Book/DVD
Keith Carlock: Big Picture
Derek Roddy: Blast Beats
Tommy Igoe: Groove Essentials vol 1

Playlist 0 comments on Jojo Mayer & Nerve – EP1

Jojo Mayer & Nerve – EP1

Tutto da ascoltare online il nuovo ep di Jojo Mayer con i Nerve. Titolo EP1. Tre tracce che potete ascoltare integralmente qui sotto (ed eventualmente comprare in download per l’astronomica cifra di 2 euro su Bancamp). Si tratta del primo di alcuni ep che Jojo e i Nerve pubblicheranno durante il 2010. Non mi ha fatto impazzire, anche se Jojo tira fuori qualche beat da par suo che, coem sempre, vale l’ascolto



<a href="http://nerve.bandcamp.com/album/ep1">catachresis by jojo mayer / nerve</a>

News, Seminari, corsi e contest 0 comments on Musikmesse 2010: Giovanni Hidalgo, Jojo Mayer, Christoph Schneider, Damien Schmitt e gli altri

Musikmesse 2010: Giovanni Hidalgo, Jojo Mayer, Christoph Schneider, Damien Schmitt e gli altri

Ora, non è che possiamo rifare il sito del Musikmesse, che peraltro è fatto benissimo, ma dare qualche indicazione su chi ci sarà a Francoforte dal 24 al 27 marzo, quello sì.

Un po’ i soliti noti, per quello che ci riguarda. I soliti e graditi noti, diciamo:

Damien Schmitt (con Frank Gambale e Alain Caron) [Exhibitor-Events (4.0 C98), Friday, March 26 2010, 12:30
Exhibitor-Events (4.0 C98), Saturday, March 27 2010, 12:00]

Christoph Schneider (Rammstein) [Exhibitor-Events (4.0 / E08), Saturday, March 27 2010, 15:00]

Giovanni Hildago [Agora Stage (Festival Tent), Saturday, March 27 2010, 16:30] [Exhibitor-Events (4.0 / E08), Wednesday, March 24 2010, all day long
Exhibitor-Events (4.0 / E08), Thursday, March 25 2010, all day long
Exhibitor-Events (4.0 / E08), Friday, March 26 2010, all day long
Exhibitor-Events (4.0 / E08), Saturday, March 27 2010, all day long]

Pete Lockett [Agora Stage (Festival Tent), Friday, March 26 2010, 10:30] + Exibitor-events vari

Dave Lombardo (Slayer) [Exhibitor-Events (3.0 B15 ), Friday, March 26 2010, 13:30
Exhibitor-Events (3.0 B15 ), Friday, March 26 2010, 17:00
Exhibitor-Events (3.0 B15 ), Saturday, March 27 2010, 13:30
Exhibitor-Events (3.0 B15 ), Saturday, March 27 2010, 17:00]

Jojo Mayer [Agora Stage (Festival Tent), Saturday, March 27 2010, 12:30]

Gli eventi e gli appuntamenti non si limitano a questi, ovviamente, quindi fate un salto sul sito ufficiale, dove c’è il calendario aggiornato

Esercizi e lezioni di batteria 0 comments on Stick control: Jojo Mayer spiega la Moeller Tecnique

Stick control: Jojo Mayer spiega la Moeller Tecnique

Un estratto video dal seminario di Jojo Mayer alla GM Drum School di Torino il 7 marzo scorso: Jojo Mayer spiega la Moeller Tecnique, la tecnica di controllo delle bacchette (sia per il mached che traditional grip) che è un po’ la Sala del Trono della tecnica di mani.
Jojo è uno dei maestri di questa tenica (ma va?!) che ha appreso direttamente da Jim Chapin, a sua volta allievo diretto dell’ “inventore” Sanford Moeller.

Qui Jojo spiega la Moeller tecnique e fa un po’ di fuochi d’artificio durante il Modern Drummer Festival Weekend (in inglese)

Gm Drum School Torino

Batteristi, Seminari, corsi e contest 3 comments on Jojo Mayer, incontro ravvicinato con un quantizzatore temporale

Jojo Mayer, incontro ravvicinato con un quantizzatore temporale

Lorenzo Rompato, il nostro sodàle di Drum Circle e master drummer di Circles.it c’è andato. A sentire e vedere Jojo Mayer, intendo. Che lui i tamburi li mastica a colazione, pranzo e cena. Sempre pronto a trovare nuovi modi per far suonare anche chi non sarebbe – di suo – in grado di mettere insieme una pelle e una bacchetta (o una mano) nemmeno come Idea Iperuranica Assoluta. Insomma, uno che non si perderebbe mai una clinic di Jojo Mayer, mica come noi che giocavamo nella redazione di Repubblica.it. Ma, siccome siam furbi e non ci sfugge niente, soprattutto l’occasione per un post, l’abbiamo messo al lavoro ed ecco il suo racconto.

E ricordate che se c’eravate potete inviare il vostro report buttando un commento qui sotto. Oppure potete guardare il video di Jojo Mayer che spiega la Moeller Tecnique

Felice come un tamburo
di Lorenzo Rompato*

4 Marzo 2010…ore….18,30…piove e ha girato a tramontana,..stò in macchina, devo attraversare la città e prego che il navigatore non si rispenga,..e non mi ri faccia sentrire di nuovo perso..
c’è traffico e ho paura di arrivare tardi!….arrivare tardi a una lezione di un quantizzatore temporale come Jojo Majer…potrebbe essere considerata una blasfemia!

Quindi chiamo la info line e mi accerto di non correre il rischio di farmi un viaggio a vuoto…così non è stato..
è stato un viaggio che ne è valsa la pena…mi sono affidato..e quasi per magia il traffico sul muro torto scorreva,..fluido…
Unico intoppo in zona S Pietro. ma sono arrivato in tempo…anzi in anticipo!

Questo ha reso possibile un incontro e due chiacchiere aperte all’aperto con Jojo..
All’inizio è stato imbarazzante assai: ho chiesto di poter fare una foto assieme, e lui molto carinamente si è prestato a ritmo breakbeat a più tentativi…fin quando il mio cellulare ha scattato!

poi l’imbarazzo è stato comune ché ci abbiamo messo un pò a decidere in che lingua parlarci…abbiamo optato per il tedesco ( lui è svizzero e io un pò tedesco…grazie Nonna!)
quindi…imbarazzi finiti…e tempo per confidenze
Lui: qui si mangia benissimo, poco fà in Sicilia stavo una meraviglia!…in maglietta!
io: Sai che fino a poco fà non sapevo chi fossi?
Lui mi ha guardato con un pò di sorpresa…e sorrisino di gradimento…
Io: gli spiego come Gianluca Sgalambro mi disse una volta di essere “felice come un tamburo suonato da Jojo Mayer”…
quindi gli racconto la ricerca su youtube…google , Wikipedia…ecc. ecc..
e come Jabon dei Nerve stia a rotazione pesante a casa mia da allora.
gli racconto che sono giorni che non vedevo l’ora di vederlo suonare dal vivo e lo ringrazio sentitamente per essere venuto a Roma.

Lui sembra contento di stare a Roma, sembra essere nel suo ambiente…giacca di pelle arancione lucida..occhiali da sole di sera,…insomma
il costume da star di un ragazzo timido che suona come un treno!

Lui: ma tu suoni?
io: si, ma non la batteria, le percussioni…
Qui, niente sorrisino di gradimento!

Prima di cominciare e dopo la ressa all’entrata, ci pensa Sergio Fanton della Sonor, a descrivere alla gremita platea il set di Jojo.
Inutile che aggiunga: roba seria! avrei dovuto prendere appunti…ma non sono abbastanza veloce…
per fortuna ho conosciuto uno dei fotografi ufficiali…

Quindi viene presentato Jojo Mayer. Comincia con un quattro pezzi live sopra una base.
lui sulla base e io basito.

break-beat-shuffle-drumstyle-roots’n’break… il folletto che sembrava uno procacciatore di vizi a pagamento dei quartieri malfamati, è in realtà un talento veramente spettacolare, che mette allegria anche solo vederlo suonare..sentirlo suonare,..beh ammetto che bisogna essere preparati; anche perchè il ragazzo picchia sodo e quando va a 140, dice di andare lento…

Quando sembrava si stava per scaldare i muscoli, si è aperto il dibattito col pubblico.

Stavo per propormi spontaneamente come traduttore dal tedesco..ma ho preferito lascia stare…e star seduto ad ascoltare:

a Jojo piace la musica…ama la musica. suggerisce di suonare anche altro , oltre alla batteria

Lui suona anche il basso e le tastiere. Ha capito quindi il perchè molti bassisti, all’inizio non lo sopportavano..
Uscire dalla prospettiva dello stare dietro una parete di tamburi…

Lui: ci sono moltissimi garage-drummers che sono bravissimi a fare virtuosismi delle bacchette, ma che non suonano con nessuno.
Si è divertente scoattare quando puoi, ma la gioia vera è suonare insieme ad altri.
musicalizzare anche facendo esercizio è una soluzione, e si può fare!
potete stare ore a fare paradiddle in modo efficace ma noioso..perchè non divertirsi?

facile se lo dice lui….

Vederlo suonare su basi elettroniche ( composte da lui) è un’esperienza e si capisce come oltre a esser batterista sia un campionatore analogico vivente di suoni…

Lui: uso moltissimo le campionature e midi e la musica digitale in genere, mi aiuta molto a comprendere meglio i tempi che suono…

per me è tempo di andar via, lui ancora parla e suona esempi e incanta tutti.

*Lorenzo Rompato (www.circles.it) è percussionista e Drum circle facilitator